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Saumur Champigny 2015 "Domaine"

Antoine Sanzay


Segni particolari: Vino biologico
Tipologia di vino: Rosso
Gradazione alcolica: 12,5%
Annata: 2015
Regione: Francia
Formato: 0,75 l

1 bt: 26,90 euro
6 bt: 25 euro cad. [spedizione inclusa]

Salsa al curry, cacao amaro, prugne secche con un finale peperoni arrostiti, polvere di liquirizia e humus. Il naso del "Domaine" 2015 è caleidoscopico, una meraviglia. Stratificato, generoso, fa godere. Il sorso è polposo, compatto e articolato, mette in crisi perché diventa difficile capire se questo vino sia più buono da bere o da annusare. Ai posteri l'ardua sentenza, che bomba!

Sul mercato solo dal millesimo 2002 eppure i vini di Antoine Sanzay stanno facendo parlare di sé con grande convinzione tutti i più grandi appassionati di Loira. Importato in Italia solo recentemente e in ridottissime quantità, il Saumur Champigny "Domaine" 2015 ha una golosità entusiasmante. Le sfumature che il cabernet franc assume nelle mani giuste hanno del prodigioso e il modo più avvincente per avvicinarsi ai vini di Antoine Sanzay è partire dal racconto di Paolo De Cristofaro, che ebbe modo di visitarlo nel 2014, dopo una memorabile tappa da Clos Rougeard.

"Ancora in preda ai fumi del godimento derivante dal matrimonio d’amore tra andouillette 5 A e Le Bourg 2009, sulla strada del ritorno mi lancio senza paracadute e chiedo a Nady Foucault: “C’è qualche produttore in cui si può in qualche modo ritrovare lo stile Clos Rougeard?”. (...)

Si chiama Antoine Sanzay, ha poco più di trent’anni e da qualche tempo ha deciso di riprendere in mano le vigne di famiglia attorno a Varrains, nel cuore delle appelation Saumur e Saumur-Champigny. Dieci ettari coltivati a cabernet franc più uno a chenin, utilizzati fino al 1999 per produrre uve, vendute alla cooperativa di Saint-Cyr-en-Bourg. Basta poco per capire il feeling che c’è tra “maestro” ed “allievo”: Nady rompe il ghiaccio confrontandosi sull’impegnativa vendemmia 2013, Antoine non si tira indietro e dice la sua senza perdersi un solo sguardo del suo mentore. Ci vogliono spalle larghe e talento per sostenere una “responsabilità” del genere, assunta fino in fondo a partire dalla configurazione della piccola gamma: quattro degli undici ettari della famiglia Sanzay si collocano infatti a Poyeux, cru storico di Chacé, mappato dal 1664 e vinificato anche da Clos Rougeard (le cui vigne sono però su un altro versante)." (Paolo De Cristofaro, Enogea

Abbinamenti: Carni bianche Pasta

26,90 € tasse incl.

X 6 X 12

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Saumur Champigny 2015 "Domaine"

Saumur Champigny 2015 "Domaine"

1 bt: 26,90 euro
6 bt: 25 euro cad. [spedizione inclusa]

Salsa al curry, cacao amaro, prugne secche con un finale peperoni arrostiti, polvere di liquirizia e humus. Il naso del "Domaine" 2015 è caleidoscopico, una meraviglia. Stratificato, generoso, fa godere. Il sorso è polposo, compatto e articolato, mette in crisi perché diventa difficile capire se questo vino sia più buono da bere o da annusare. Ai posteri l'ardua sentenza, che bomba!

Sul mercato solo dal millesimo 2002 eppure i vini di Antoine Sanzay stanno facendo parlare di sé con grande convinzione tutti i più grandi appassionati di Loira. Importato in Italia solo recentemente e in ridottissime quantità, il Saumur Champigny "Domaine" 2015 ha una golosità entusiasmante. Le sfumature che il cabernet franc assume nelle mani giuste hanno del prodigioso e il modo più avvincente per avvicinarsi ai vini di Antoine Sanzay è partire dal racconto di Paolo De Cristofaro, che ebbe modo di visitarlo nel 2014, dopo una memorabile tappa da Clos Rougeard.

"Ancora in preda ai fumi del godimento derivante dal matrimonio d’amore tra andouillette 5 A e Le Bourg 2009, sulla strada del ritorno mi lancio senza paracadute e chiedo a Nady Foucault: “C’è qualche produttore in cui si può in qualche modo ritrovare lo stile Clos Rougeard?”. (...)

Si chiama Antoine Sanzay, ha poco più di trent’anni e da qualche tempo ha deciso di riprendere in mano le vigne di famiglia attorno a Varrains, nel cuore delle appelation Saumur e Saumur-Champigny. Dieci ettari coltivati a cabernet franc più uno a chenin, utilizzati fino al 1999 per produrre uve, vendute alla cooperativa di Saint-Cyr-en-Bourg. Basta poco per capire il feeling che c’è tra “maestro” ed “allievo”: Nady rompe il ghiaccio confrontandosi sull’impegnativa vendemmia 2013, Antoine non si tira indietro e dice la sua senza perdersi un solo sguardo del suo mentore. Ci vogliono spalle larghe e talento per sostenere una “responsabilità” del genere, assunta fino in fondo a partire dalla configurazione della piccola gamma: quattro degli undici ettari della famiglia Sanzay si collocano infatti a Poyeux, cru storico di Chacé, mappato dal 1664 e vinificato anche da Clos Rougeard (le cui vigne sono però su un altro versante)." (Paolo De Cristofaro, Enogea



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