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Grappoli del grillo 2016 Grillo Terre Siciliane

Marco De Bartoli


Segni particolari: Etichetta del cuore
Tipologia di vino: Bianco
Gradazione alcolica: 12%
Annata: 2016
Regione: Sicilia
Formato: 0,75 l

"Esiste un vino bianco italiano più buono di questo (eccettuato Valentini)?" (Samuele Del Carlo)

Nel 1990 Marco De Bartoli decise di puntare sul Grillo, fino ad allora usato solamente per la produzione di Marsa- la, anche per la produzione di bianchi fermi. Da quell’idea nacque questo vino. Vinificato in acciaio, affina poi per 12 mesi in legno di diversa grandezza (da 225 a 1000 litri). Polputo ma equili- brato. Grande persistenza.

Un pezzo di Sicilia, anzi un pezzo di viticultura italiana. Un’azienda con una testa e due cuori, uno a Samperi (Marsala) e l’altro a Bukkuram (Pantelleria). Sebastiano e Giuseppina sono ora al timone dell’azienda precocemente lasciato dal papà Marco nel 2011. Marco era un vulcano, un sognatore visionario. “Ha l’irruenza solare della sua terra: quando lo incontri vorrebbe raccontarti tutto in pochi minuti e farti assaggiare tutto, spiegarti la sua gioia e la sua soddisfazione per giudizi positivi al suo vino e insieme vorrebbe esprimerti la sua rabbia per come viene considerato il vino del Sud e si fa meridionalista, e poi, all’improvviso, s’adombra contro gli uomini della sua stessa terra che hanno trasformato il nome Marsala, per decenni, in una parola quasi volgare. Ha le lacrime agli occhi quando parla del degrado della sua Sicilia, si accende di furore; ma si distende subito, nei suoi mille pro- getti quando il bicchiere si accosta alle labbra. Il “Vecchio Samperi” è un vino che non ha nulla cui poterglisi paragonare. Unico, arrogante, potente, spavaldo, ma senza disarmonia, irripetibile. Ed è questo vino – che non si può chiamare Marsala perché non è fortificato come il disciplinare del Marsala Vergine prevede – che lo ha portato sulla scena dei grandi ove subito ha avuto il ruolo del protagonista. L’azienda è a dodici chilometri da Marsala, in quella terra di Sicilia che è grande in ogni sua manifestazione, nel bene e nel male; terra dura di uomini duri, di famiglie assestate sul territorio. Marco De Bartoli ha i segni guasconi della volontà di vincere su tutti i fronti e ha vinto, con la tenace, caparbia convinzione di essere nel giusto, e per dimostrarlo parla molto come si usa in Sicilia, non per raccontarsi, ma per permettermi di bere: è lì la sua prova più grande.” (Tratto da: Luigi Veronelli e Nichi Stefi (1986), I vignaioli storici I, Mediolanum Editori Associati)

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Grappoli del grillo 2016 Grillo Terre Siciliane

Grappoli del grillo 2016 Grillo Terre Siciliane

"Esiste un vino bianco italiano più buono di questo (eccettuato Valentini)?" (Samuele Del Carlo)

Nel 1990 Marco De Bartoli decise di puntare sul Grillo, fino ad allora usato solamente per la produzione di Marsa- la, anche per la produzione di bianchi fermi. Da quell’idea nacque questo vino. Vinificato in acciaio, affina poi per 12 mesi in legno di diversa grandezza (da 225 a 1000 litri). Polputo ma equili- brato. Grande persistenza.

Un pezzo di Sicilia, anzi un pezzo di viticultura italiana. Un’azienda con una testa e due cuori, uno a Samperi (Marsala) e l’altro a Bukkuram (Pantelleria). Sebastiano e Giuseppina sono ora al timone dell’azienda precocemente lasciato dal papà Marco nel 2011. Marco era un vulcano, un sognatore visionario. “Ha l’irruenza solare della sua terra: quando lo incontri vorrebbe raccontarti tutto in pochi minuti e farti assaggiare tutto, spiegarti la sua gioia e la sua soddisfazione per giudizi positivi al suo vino e insieme vorrebbe esprimerti la sua rabbia per come viene considerato il vino del Sud e si fa meridionalista, e poi, all’improvviso, s’adombra contro gli uomini della sua stessa terra che hanno trasformato il nome Marsala, per decenni, in una parola quasi volgare. Ha le lacrime agli occhi quando parla del degrado della sua Sicilia, si accende di furore; ma si distende subito, nei suoi mille pro- getti quando il bicchiere si accosta alle labbra. Il “Vecchio Samperi” è un vino che non ha nulla cui poterglisi paragonare. Unico, arrogante, potente, spavaldo, ma senza disarmonia, irripetibile. Ed è questo vino – che non si può chiamare Marsala perché non è fortificato come il disciplinare del Marsala Vergine prevede – che lo ha portato sulla scena dei grandi ove subito ha avuto il ruolo del protagonista. L’azienda è a dodici chilometri da Marsala, in quella terra di Sicilia che è grande in ogni sua manifestazione, nel bene e nel male; terra dura di uomini duri, di famiglie assestate sul territorio. Marco De Bartoli ha i segni guasconi della volontà di vincere su tutti i fronti e ha vinto, con la tenace, caparbia convinzione di essere nel giusto, e per dimostrarlo parla molto come si usa in Sicilia, non per raccontarsi, ma per permettermi di bere: è lì la sua prova più grande.” (Tratto da: Luigi Veronelli e Nichi Stefi (1986), I vignaioli storici I, Mediolanum Editori Associati)



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